Ora legale 2020 – dalle 02:00 si passerà direttamente alle 03:00

Questa notte la lancetta dei nostri orologi dovrá essere spostata in avanti di un’ora, dalle 02:00 si passerà cosí direttamente alle 03:00, si perderà ovviamente un’ora di sonno, ma si potrà “godere”, se così si può dire di questi tempi, di 60 minuti in più di luce. Stanotte, però, potrebbe anche essere l’ultima volta che saranno spostate le lancette; il Parlamento Europeo, infatti, si è espresso favorevole nel sospendere dal 2021 la convenzione per la quale ogni anno si sposta la lancetta delle ore in avanti a marzo ed indietro a ottobre, per sfruttare al massimo le ore di luce a disposizione, per ridurre i consumi energetici. Questa soppressione era già stata chiesta dalla Commissione nel 2019, con il mantenimento dell’ora legale. La richiesta era stata bocciata e l’abolizione del cambio dell’ora rimandata al 2020, lasciando però ad ogni Paese la facoltà di decidere a quale dei due “fusi orari” attenersi, se quello legale oppure quello solare.
L’ora solare, se non verranno prese decisioni differenti, considerato che l’Italia si è espressa contraria all’abolizione del doppio orario, ritornerà domenica 25 ottobre.

Amore (e sesso) ai tempi del Coronavirus

Ormai è qualche giorno che in Italia, secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale, è consentito uscire di casa solo per validi motivi. Non potendo uscire oltre che per esigenze di salute, di rifornimenti ai supermercati e di lavoro, che molti al momento non hanno per via della chiusura di diverse attività, come passare intere giornate? Il sesso potrebbe essere un modo per occuparne alcuni momenti, magari invogliati da diversi siti per adulti, tra i quali il primo per iniziativa PornHub.com, che hanno deciso di rendere gratuita per l’Italia anche la versione Premium. Ma si corrono rischi di contagio? Massimo Andreoni, Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della SIMIT, riferisce che non ci sono prove della presenza del virus Covid19 nello sperma e nelle secrezioni vaginali. Ovviamente, essendo abbastanza difficile avere un rapporto sessuale mantenendo una distanza di sicurezza di 1 metro dal partner, stando distanti dalle vie aeree e senza contatti, è vivamente sconsigliato avere rapporti con partner occasionali, in quanto potrebbero essere stati a contatto con persone infette ed essere portatori del virus. Si precisa che raggiungere la fidanzata, l’amante o altri partner non è accettato come comprovato motivo di spostamento dal decreto legge in vigore. Differente è invece per partner stabili e conviventi, per i quali il rischio di contagio è pari a quello di ogni altra malattia, rendendo di fatto la coppia “sicura”; salvo che non ci sia un alto sospetto o comprovato contagio di uno dei due partner. Magari, si fa per sdrammatizzare, il numero dei neonati a fine pandemia, potrebbe essere ben più alto del numero delle vittime.

Associazione Animalisti Italiani Onlus informa: gli “amici pelosi” non trasmettono il Coronavirus

Ancora una volta i nostri amici pelosi, coloro con cui condividiamo le nostre vite e da cui riceviamo amore incondizionato, sono al centro di false notizie e bersaglio dei soliti ignobili haters. Questo è un momento storico incredibile, che dovrebbe solo spronarci alla riflessione sulle nostre scelte verso il Pianeta in cui siamo ospiti, verso le vite che conduciamo, verso il vero senso degli affetti .Dovrebbe appunto. Eppure c’è chi ha deciso di buttare questi giorni dedicandoli all’odio, seminando con false notizie la paura che il COVID -19 possa essere trasmesso dagli animali e palesando la propria ignoranza con esternazioni del tipo: “Avviso che il primo animale che vedo nella mia proprietà verrà abbattuto“. Chiaramente indispettito, per questo che è solo uno dei molti contenuti inappropriati che stanno girando nelle ultime ore sul web, Walter Caporale, presidente dell’Associazione Animalisti Italiani, ha ribattuto: “Anche io lancio la ‘taglia’! Buffoni, vi bacio in bocca e faccio l’amore con voi senza protezioni!”
Oggi è più sicuro abbracciare un cane che stringere la mano ad uno sconosciuto, ha fatto presente Marco Melosi, presidente dell’AMVI (associazione medici veterinari italiani). Il professor Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi, ha aggiunto: “baciare e farsi baciare da un cane, è meno rischioso che baciare una persona. La trasmissione di una malattia è ben più facilitata tra individui della stessa specie, rispetto a speci differenti, perché la struttura ne è predisposta. Gli animali non sono untori e non hanno colpa”.
Da quando è scattata l’emergenza COVID-19, l’associazione si è battuta per promuovere una corretta informazione, gli animali non trasmettono il Coronavirus, come dichiarato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ anche falsa la notizia di un aumento degli abbandoni, il buon senso e l’amore degli italiani per i propri compagni ha avuto fortunatamente la meglio sulla paura.Tuttavia la situazione viene monitorata in modo che la psicosi non prenda il sopravvento sulla verità dando luogo ad azioni insensate.

L’associazione sta anche promuovendo una campagna di sensibilizzazione attraverso il contest #IORESTOACASACONLORO. I nostri animali sono una risorsa inesauribile d’amore e compagnia, pensiamo ad esempio a tutti  coloro che sarebbero  rinchiusi in casa soli se non fosse per la presenza del loro fedele amico a quattro zampe.

Altra challenge che sta passando sui social è  “Postate una foto del vostro amico peloso e scrivete #IONONTICONTAGIO, come campagna contro l’abbandono”.  Bisogna continuare a condividere e diffondere il messaggio: i cani non trasmettono il Coronavirus, come hanno spiegato sia l’OMS che il Ministero della Salute, la scienza deve vincere sull’ignoranza.

Stop ai rifornimenti di carburante: Non é sciopero – impossibilità ad andare avanti

Non si tratta di uno sciopero, ma una chiusura per l’impossibilità ad andare avanti, dicono le organizzazioni che riuniscono i gestori degli impianti di rifornimento carburanti Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio che hanno annunciato la chiusura a partire da domani sera degli impianti sulla rete autostradale. Poche ore fa, il premier Giuseppe Conte ha assicurato “l’approvvigionamento dei carburanti”, mentre i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, sono al lavoro per promuovere “intese tra i concessionari e i benzinai”. Una situazione dettata dal lockdown dell’intero Paese, che ha fatto crollare la richiesta di carburanti. “C’è stato un calo molto forte dell’erogato nell’ordine dell’85%“, comunica all’Agi il presidente di Anisa Confcommercio, Massimo Terzi, “e per ora non è arrivato nessun aiuto. Dai 10-11.000 litri venduti al giorno sulla rete autostradale siamo passati a 1.000 litri. Dobbiamo pagare almeno sei persone che fanno i turni visto che un impianto autostradale è aperto 24 ore al giorno. In questo momento non ce la facciamo, non vendiamo a sufficienza per pagare quei dipendenti” – prosegue Terzi – “quando chiude la giornata perde 1.000-1.500 euro al giorno. Non è né uno sciopero né una serrata, ma una presa d’atto dell’impossibilità di andare avanti”. Responsabilità anche alle società concessionarie autostradali che “devono mettere sul piatto qualcosa per non farci andare in perdita”. Purtroppo anche il self-service non può essere una soluzione, perché, spiega ancora Terzi, “in autostrada non c’è, c’è sempre un presidio, se il cliente si mette la benzina da solo poi paga comunque al gestore, a una persona fisica”. Alessandro Zavalloni, segretario generale della Fegica Cisl aggiunge: “Il self può essere uno strumento utile sulla rete ordinaria, non sulle autostrade; un’alternativa potrebbe essere la turnazione, tenendo aperto un impianto su 3 o uno su 4“.  

Da domani notte, quindi, gli impianti autostradali, quelli sui raccordi e quelli sulle tangenziali, potrebbero realmente restare chiusi. Successivamente, se non viene trovata una soluzione, chiuderanno via via anche i distributori presenti sulla viabilità ordinaria.  

“In un Paese che, malgrado i limiti strutturali e l’assoluta drammaticità della situazione, cerca e spesso trova il modo per far scattare meccanismi di solidarietà, c’è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone. Centomila persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell’85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio, rimanendo dove sono sempre state e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarle ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada”, scrivono nella nota Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio. Il premier Conte di risposta, ha affermato che l’esecutivo è pronto a “garantire l’approvvigionamento di tutti i servizi essenziali quindi”, ha sottolineato, “posso garantire che sarà garantita la filiera alimentare, ma anche l’approvvigionamento del carburante“. Ha poi aggiunto: “la ministra De Micheli adotterà un’ordinanza che consentirà di regolamentare l’orario di apertura in modo da assicurare il rifornimento di carburante in tutta la penisola e questo è un modo per venire incontro ad alcune istanze”.

Il Garante per gli Scioperi in una nota ribadisce il “fermo invito a tutte le organizzazioni sindacali, fino al 30 marzo 2020, considerato lo stato di emergenza epidemiologica dichiarato sul territorio nazionale, dovuto al diffondersi del virus Covid-2019, a non effettuare scioperi che coinvolgano i servizi pubblici essenziali, dal momento che essi non farebbero altro che aggravare la condizione dei cittadini”. 

Il punto di vista di un’agenzia di servizi funerari: intervista a Taffo Funeral Services

Ho intervistato l’impresa funeraria Taffo Funeral Services di Roma, per capire il punto di vista di una società di pompe funebri riguardo questa pandemia di Covid-19. Conosciuti in tutt’Italia per la loro geniale e continua campagna pubblicitaria sui social network, soprattutto su Instagram, dove vanta più di 50mila followers, Alessandro Taffo ha così risposto alle domande:

  • “Pensate sia corretto, visto il decreto in vigore, non permettere nemmeno le cerimonie funebri? Non sarebbe stato sufficiente limitarle ai parenti stretti?”

“No, pensiamo sia corretto e indispensabile, vista la gravità del momento, limitare ogni possibile forma di aggregazione e contagio, purtroppo rientrano in questo caso anche le cerimonie funebri.”

  • “Come si è modificato il vostro lavoro, a livello generale di onoranze funebri, considerato anche il divieto ai funerali, durante questo difficile momento? Avete richieste anche da comuni più distanti, o dal governo, rispetto a prima della diffusione del Covid-19?”

“Per ora non ci sono richieste o esigenze particolari, i rapporti con la pubblica amministrazione erano in piedi già da prima e continuano ad essere in piedi. Il dramma in questo periodo è dare coraggio ai nostri uomini ed incentivarli a fare il proprio dovere, anche in condizioni di persone decedute per Covid-19. Purtroppo le forme di contagio per chi effettua questo tipo di lavoro sono molto alte e sta diventando sempre più difficile reperire i DPI idonei alla protezione degli addetti ai lavori.”

  • “Sono rimasti invariati i costi? Anche dovendo spesso spostarsi fuori comune per la mancanza di spazio nei cimiteri? Esistono sussidi statali, regionali, provinciali o comunali dovuti al numero di vittime?”

“No, per ora il nostro settore è stato dimenticato sembra. Se ne parla raramente e men che mai abbiamo dei sussidi.”

  • “Dal vostro punto di vista, che per lavoro vivevate già da prima quotidianamente nel dolore di coloro che hanno perso qualcuno, ci sono differenze? Cambia nella gente la visione della morte durante una pandemia? La morte fa’ più paura considerato che questo virus, sebbene con percentuali minori, colpisce anche giovani e bambini?”

“Certo che si vive di paure in questo momento, purtroppo lo sentiamo nelle persone a noi care ogni volta che al mattino ci caliamo sulla bocca la mascherina e usciamo di casa, lo si sente nelle persone che hanno parenti in uno stato precario di salute e iniziano a chiedere informazioni sui costi in vista anche dell’epidemia che potrebbe alterare lo stato fisico sopratutto dei più deboli, ma è pur vero che questo stato di paura e ansia potrebbe contribuire a far rispettare le norme restrittive.”

  • “Qual’é il vostro pensiero riguardo il trasporto delle salme, come succede a Bergamo, su camion militari per raggiungere i forni crematori? Si potrebbe agire diversamente? Come?”

“Non mi piace parlar male degli altri soprattutto se non vedo o vivo realmente le cose, posso dirvi però che anche nel caso del terremoto del’Aquila nel 2009 noi abbiamo assicurato con l’aiuto di altri colleghi in un solo giorno circa 280 funerali, probabilmente se a Bergamo non è stato possibile fare lo stesso ci sarà stato un motivo che non conosco. E’ pur vero che in situazioni di emergenza è bene che intervenga lo stato e questa è una di quelle purtroppo.”

Ringraziando per la disponibilità all’intervista, saluto il Sig. Taffo e riprendo un loro post di Instagram per sdrammatizzare ed invitarvi nuovamente a restare in casa:

NON È DIFFICILE
o state in casa
o staremo tutti in cassa

Link Instagram Taffo Funeral Services:
https://instagram.com/taffofuneralservices?igshid=boxglq9gtkjr

La Cina ci supporta contro il Coronavirus: atterra a Malpensa personale ed aiuti sanitari il volo da Shangai

È atterrato oggi alle 16.35 a Malpensa Terminal 2, l’unico aeroporto rimasto aperto in Lombardia, il volo della China Eastern, decollato alle 11.26 da Shangai, di aiuti da parte della Cina. Ad accogliere la delegazione composta da sette medici, infermieri e tecnici di rianimazione, era presente Fabrizio Sala, vice-presidente di Regione Lombardia, che in una breve intervista ha comunicato che ci sarà a breve un briefing di coordinamento con la centrale operativa; il personale sarà successivamente assegnato ed operativo in alcuni ospedali della Lombardia, dove resteranno di supporto per almeno due settimane.
Oltre al personale sono arrivate anche 17 tonnellate di aiuti sanitari, tra cui 400.000 mascherine, reagenti chimici per i test, medicinali, respiratori automatici, monitor ed altre apparecchiature utili nei reparti di terapia intensiva.

“Indulto poco mascherato” il nuovo Decreto anti-Covid – Completa bocciatura da parte del Sindacato di Polizia

Dure le parole di Valter Mazzetti, segretario generale del Sindacato di Polizia, scritte nel comunicato stampa, riguardo i provvedimenti a favore della concessione degli arresti domiciliari a moltissimi detenuti, al fine di ridurre il sovraffollamento nelle case circondariali italiane, per motivi di sanità pubblica, inclusi nel nuovo Decreto varato ieri.
Un provvedimento che per Mazzetti si può riassumere in tre punti:
inutile dal punto di vista della prevenzione contro il coronavirus, in quanto concedere i domiciliari a tutti i detenuti che avrebbero dovuto scontare al massimo 18 mesi, di reclusione totale o di rimanenza della pena per reati più gravi, non svuterá abbastanza i carceri, che rimarranno dunque sovraffollati;
logisticamente non ponderato, ponendosi il dubbio che non sia sufficiente il numero dei braccialetti elettronici necessari per tutti i detenuti a cui saranno concessi i domiciliari con una durata di arresto maggiore ai 6 mesi;
inaccettabile che lo Stato conceda questo “indulto poco mascherato” subito dopo le rivolte dei giorni scorsi, mostrandosi come debole, che si lascia intimorire dall’insurrezione di detenuti (alcuni dei quali nemmeno identificati ed evasi), proprio in un momento così difficile durante il quale dovrebbe mostare tutta la sua autorevolezza.
Un completo disaccordo quindi tra Sindacato della Polizia di Stato e Governo, che getta inoltre ombre sulla fattibilità e sull’utilità del Decreto stesso.

Motivazioni valide per gli spostamenti e la legge: facciamo chiarezza sull’Art. 650

In questi giorni di pandemia, iniziati i controlli per coloro che sono fuori dalle proprie abitazioni, sono scattate le prime denunce per inottemperanza al decreto ministeriale secondo l’art. 650 del Codice Penale, e si discute, soprattutto sui social networks, di multe ed arresti;
ma facciamo chiarezza: si riporta l’articolo tratto dal C.P.
Art. 650 – Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.
“Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [c.p. 336, 337, 338], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”. Questo articolo va relazionato al decreto specifico in vigore, ovvero quello firmato da Conte in data 11 Marzo, con validità dal 12 al 25 Marzo 2020.
Se le forze dell’ordine, dopo avervi chiesto le motivazioni del vostro spostamento, non ritengono siano motivazioni valide, non avete realmente motivazioni o non eravate a conoscenza del decreto (l’art. 650 è perseguibile anche solo per colpa), state commettendo un reato, per cui avrete una pena.
L’arresto sarà immediatamente convertito con ammenda pecuniaria, se non state commettendo contemporaneamente altri reati, variabile in base alle condizioni che determinano la gravità con la quale state violando l’art. 650 (per esempio: da soli in un parco sarà meno grave che in centro a Milano in metropolitana).
Vi rassicuriamo però che il fermo o l’arresto immediato, come dice il codice penale, al libro terzo delle contravvenzioni in particolare, per il solo art. 650 non sono mai consentiti, ovvero non vi porteranno nè in questura nè presso una casa circondariale.
La legge italiana permette anche il ricorso, ma essendo comunque un reato, previsto dal Codice Penale, dovrete rivolgervi ad un legale, non al giudice di pace come per una multa per divieto di sosta, rispettando i termini temporali per il ricorso stesso (il legale vi dirà esattamente la data, in quanto la magistratura stessa sta momentaneamente sospendendo i termini di ricorso).

Ringraziando l’avv. Elena Uttinacci per i chiarimenti legali e tecnici, essenziali per la stesura di questo articolo, si consiglia comunque di evitare ogni spostamento se non realmente motivato.