Giardini Estensi di Varese: rincorre nudo due concittadine

Giovane afgano si rende colpevole di atti osceni, ubriachezza molesta e resistenza a Pubblico Ufficiale

VARESE – nel corso del pomeriggio di ieri, 23 settembre 2020, è stato fermato dagli Agenti della Polizia della Questura di Varese un giovane di origini afgane, in quanto, non solo girava seminudo, con i pantaloni abbassati, all’interno dei Giardini Estensi, ma si è messo a seguire due giovanissime concittadine. Al termine degli accertamenti di rito l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per i reati di atti osceni in luoghi abitualmente frequentati da minori e resistenza a Pubblico Ufficiale. Inoltre è stato sanzionato amministrativamente per ubriachezza molesta e gli è stato notificato il provvedimento del DASPO urbano.

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Riaprono le scuole: 17enne denunciato per detenzione di stupefacenti

È incominciato male il primo giorno di scuola per un diciassettenne di Jerago con Orago.

GALLARATE – Una volante del turno di ieri mattina, 14 settembre 2020 e primo giorno di riapertura delle scuole, nel perlustrare i paraggi di un istituto scolastico del centro cittadino, ha notato nel parcheggio della scuola la presenza di un ragazzo ed una ragazza tra le vetture posteggiate. Alla vista della volante entrambi i giovani hanno cercato di non farsi notare ed il ragazzo ha gettato qualcosa lontano da sé. Il brusco e repentino movimento ha però attirato l’attenzione degli Agenti, che hanno deciso di sottoporre a controllo entrambi gli studenti.

Un rapido accertamento ha permesso ai poliziotti di appurare che il giovane aveva gettato a terra del tabacco unitamente ad involucro di carta contenente sostanza stupefacente, avente le caratteristiche visive ed olfattive tipiche dell’“Hashish”. L’involucro che è stato debitamente sequestrato amministrativamente a carico del ragazzo.

Se le analisi confermeranno la natura stupefacente del materiale sequestrato, il detentore verrà segnalato per la violazione amministrativa prevista dall’Art. 75 D.P.R. 309/90 così come modificato dalla L. 49/06, ovvero la detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

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Legionella a Busto Arsizio: tutto ciò che c’è da sapere sul batterio

Situazione sotto controllo per Gallera e Antonelli. Ci sono rischi per la salute? Come proteggersi da questo batterio?

La notizia della presenza di legionella a Busto Arsizio è trapelata solo ieri in tarda serata, dopo una nota ufficiale dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Attualmente la situazione è di un morto e 15 casi accertati.

I primi casi risalirebbero al mese di agosto – spiega Gallera – le autorità sanitarie territoriali si sono attivate immediatamente e hanno realizzato i prelievi e la campionatura delle acque nelle abitazioni di residenza, il controllo degli impianti idrici (acquedotto) e delle torri di raffreddamento. Le analisi di laboratorio sono in corso. In via precauzionale è stata altresì eseguita una iper-clorazione dell’acqua. Sono in corso ulteriori accertamenti igienici e sanitari previsti dai protocolli di sicurezza”.

Le parole del Sindaco di Busto Arsizio

Il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, è intervenuto con un post sulla sua pagina Facebook, per rassicurare i cittadini.

Cos’è la Legionella?

“Legionella Pneumophila” è il nome scientifico di un batterio gram-negativo in grado di sopravvivere nell’acqua e nel fango, che si trasmette però per via aerea. Il suo nome deriva dal 1976, dopo che un’epidemia si era diffusa tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. Il bacillo può svilupparsi nell’uomo, in modo asintomatico, oppure in due malattie distinte:

  • La Malattia del Legionario, con un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni). Si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati all’obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare. Nei casi meno gravi l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve, non produttiva. La polmonite da Legionella non ha quindi caratteristiche cliniche che permettano di distinguerla da altre forme atipiche o batteriche di polmonite. Come tale va sempre sospettata sul piano clinico tra le infezioni polmonari comunitarie e nosocomiali. La diagnosi di laboratorio dev’essere considerata indispensabile per le procedure diagnostiche.
  • La Febbre di Pontiac, meno grave, ha un periodo di incubazione di 24-48 ore. Si manifesta nella sua forma acuta in modo simil-influenzale, ma senza interessamento polmonare e si risolve in 2-5 giorni. I sintomi più comuni sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.

Il trattamento di entrambe le malattie, essendo di origine batterica, passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche.

Paura per l’acqua potabile

Evidenze scientifiche confermano che il batterio “Legionella Pneumophila” si trasmette per via inalatoria. L’infezione non si contrae né da persona a persona, né bevendo l’acqua del rubinetto, o utilizzandola nella preparazione dei cibi.

Nello specifico, il contagio avviene attraverso aerosol di acqua infettata e per via respiratoria mediante la sua inalazione, aspirazione o microaspirazione. La pericolosità della malattia è inversamente proporzionale al diametro delle goccioline di acqua o delle particelle infettate: più sono piccole (<5 µ) e più facilmente possono raggiungere le basse vie respiratorie.

Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che ci sono fattori predisponenti a questa infezione batterica, in particolare: età, fumo di sigaretta, storia di alcolismo, presenza di malattie croniche e malattie respiratorie, immunodeficienza e una certa sensibilità individuale al batterio. Anche la carica infettante del ceppo, così come il tempo di esposizione e la quantità di agente infettante presente nell’ambiente e inalato, incidono sulla forma e la gravità dell’infezione.

Prevenzione

Per prevenire la diffusione del batterio “Legionella Pneumophila” è buona norma effettuare periodici controlli degli impianti di areazione e del sistema idrico, con:

  • accurata pulizia e disinfezione dei filtri dei condizionatori e degli umidificatori;
  • decalcificazione periodica dei rompigetto dei rubinetti e dei diffusori delle docce;
  • sostituzione delle guarnizioni e di altre parti usurate degli impianti idrici.

In contesti di rischio, prima di fare la doccia, lasciare scorrere l’acqua calda per almeno 5 minuti prima di entrare, così da non inalare eventuali vapori potenzialmente nocivi.

Per limitare al massimo la stagnazione dell’acqua che favorisce la crescita dei batteri, può essere inoltre utile pulire e disinfettare scaldabagni e tubature, ovvero i serbatoi di accumulo dell’acqua.

Infine, bisognerebbe evitare di costruire tubature e sistemi che favoriscono il ristagno dell’acqua, favorendo impianti di produzione istantanea d’acqua calda.

FAQ: domande e risposte

Si può stirare con il ferro a vapore?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa.

Si possono utilizzare gli umidificatori?
Sì, utilizzando a scopo precauzionale acqua sterile per riempire i serbatoi dei dispositivi usati per l’umidificazione.

Si possono fare aereosol?
Sì, utilizzando esclusivamente soluzioni fisiologiche sterili.

Si può cucinare la pasta con l’acqua del rubinetto, dato che poi bollirà e si produrrà vapore?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa. Si consiglia, comunque, di utilizzare il coperchio fino all’ebollizione.

Si può usare la caffettiera?
Sì, in quanto l’acqua supera i 100 gradi e il batterio è infettivo tra i 25 e 45 gradi circa.

Si possono lavare i piatti con l’acqua calda?
Sì, evitando però di inalare i “vapori” emessi durante lo scorrimento dell’acqua.

Si può usare la lavastoviglie?
Sì, si può usare in quanto la temperatura dell’acqua supera i 40 gradi.

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Impariamo a rispettare la natura e la biodiversità

Intervista alla presidente del Parco Naturale Lombardo della Valle del Ticino, Cristina Chiappa, ed alla biologa di Rete Natura 2000, Valentina Parco.

Il Parco Lombardo del Ticino, con circa 91.800 ettari di superficie, è il Parco Regionale più antico in Italia, ed il più antico parco fluviale d’Europa. Istituito nel 1974, comprende l’intero territorio dei 47 Comuni situati lungo il tratto del fiume Ticino, estendendosi sulle provincie di Varese, Milano e Pavia.

Dopo questi mesi di Covid 19, ci sono dei dati significativi di ripresa della biodiversità?

“Gli animali hanno trovato un ambiente ideale all’interno del Parco Naturale ed ovviamente in questo periodo hanno trascorso una vita più serena. La biodiversità possiamo affermare che sia in aumento (censite ad oggi 6832 specie). Principalmente per tre motivi: la tutela e la maggior protezione delle specie, probabilmente grazie anche al lockdown imposto per il Covid 19; i cambiamenti climatici, che spingono varie specie animali a migrare dall’Italia centrale verso nord, come per esempio l’istrice ed il lupo, che ora sono presenti nel Parco; gli studi più approfonditi, infatti, maggiori ricerche danno modo di scoprire nuove specie e censirle, soprattutto per quanto riguarda la famiglia degli insetti ed il regno vegetale”.

Come dovremmo comportarci per mantenere in crescita questo dato anche post-emergenza Covid 19?

Ottimale sarebbe un approccio al parco consapevole, nel rispetto degli elementi naturali ed ambientali. Una frequentazione, ora che dopo il Covid 19 è possibile accedere nuovamente al Parco, rispettosa delle norme basilari: se vedo degli animali non spaventarli intenzionalmente; non raccogliere fiori e funghi; non abbandonare i rifiuti che produciamo durante le escursioni e rispettare le norme scritte sulla cartellonistica interna al Parco. Da non sottovalutare la richiesta di tenere i cani al guinzaglio, che spesso possono seguire il loro istinto naturale ed inseguire animali selvatici presenti nel Parco”.

Quali sono i consigli per conoscere meglio la natura e la biodiversità che ci circonda?

“L’invito è per i meno esperti e per chi non conosce il Parco di avvalersi delle guide che come ente prepariamo e formiamo. Sicuramente sono una preziosa risorsa. Con la loro conoscenza possono sicuramente rendere la visita al parco più consapevole e più interessante. Potendovi trasmettere le giuste nozioni apprezzerete anche maggiormente l’escursione”.

Dopo la strage di Covid-19, dovuta principalmente proprio allo sfruttamento della Natura, la gente avrà un occhio di riguardo in più verso la flora e la fauna che ci circondano?

“Il nostro impegno è sempre quello che ci siano in futuro sempre più persone consapevoli, in quanto la consapevolezza fa si che ci sia rispetto; in questo caso che si trasformi in rispetto per l’ambiente. Purtroppo, subito dopo la fase acuta di Covid 19 ed il lockdown, abbiamo notato nuovamente pratiche irrispettose dell’ambiente: dall’abbandono dei rifiuti, ai parcheggi selvaggi in mezzo ai campi. Come Parco cerchiamo di sensibilizzare capillarmente la gente attraverso il corpo di vigilanza e le guardie volontarie”.

Scoiattolo su muretto umido

Il rispetto dell’ambiente non dovrebbe diventare una prassi solo noi parchi naturali, ma ovunque ci troviamo. L’invito è quello di sensibilizzare anche i più piccoli, in modo che possano difendere la biodiversità anche negli anni futuri.

In collaborazione con BuoneNotizie.it

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Aggressione con l’acido – premeditazione negata: pena di 7 anni e dieci mesi per Sara Del Mastro

Sicuramente non esemplare la condanna a sette anni e dieci mesi che il tribunale di Busto Arsizio, presieduto dal Giudice Tiziana Landoni, ha inflitto ieri a Sara Del Mastro, la 39enne legnanese che, il 7 Maggio 2019, aggredì e sfigurò con l’acido solforico l’ex fidanzato, il 31enne Giuseppe Morgante; nei confronti dell’imputata, infatti, è stata esclusa l’aggravante della premeditazione.  

C’è un po’ di amarezza – spiega Domenico Musicco, il legale di Morgante – come se avessimo subito una discriminazione al contrario e pagassimo il fatto che la vittima è un uomo. Abbiamo fatto presenti i casi di Lucia Annibali e Gessica Notaro, dove le condanne sono state maggiori e la premeditazione riconosciuta, ma non siamo stati ascoltati”. Musicco, che come legale di parte civile, non può proporre da solo ricorso contro la decisione dei giudici aggiunge: “Non riconoscere la premeditazione è un grosso errore, è un’aggravante che avrebbe fatto aumentare la pena e che abbiamo dimostrato in aula. É l’unico rammarico rispetto a tutto quello che, invece, siamo riusciti ad ottenere”.

L’accusa, considerato che i periti durante il corso del processo hanno certificato che la donna era perfettamente capace di intendere e volere, aveva richiesto una pena detentiva maggiore, nove anni per l’esattezza, ma ridotti a sette anni e dieci mesi, dopo la richiesta di patteggiamento a cinque anni negata dal giudice.

Giuseppe Morgante e Sara Del Mastro

Morgante, che porterà per sempre sul corpo le bruciature dell’acido, era stato aggredito dopo una breve relazione terminata con pedinamenti e telefonate ossessive. La denuncia per stalking, due settimane prima dell’aggressione, non aveva impedito alla donna, con la scusa di parlare, di incontrarlo e di rovesciargli addosso un bicchiere con l’acido, prima di costituirsi, la sera stessa, presso la caserma di Legnano.

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Arcisate riconosce difficoltà e problematiche della riapertura del mercato completo

Considerate le molteplici polemiche sollevate soprattutto dagli ambulanti di generi non alimentari, rispetto agli articoli che purtroppo a volte devono sottolineare il mancato rispetto delle normative anti Covid-19, proponiamo di guardare il filmato dell’intervista al Sindaco di Arcisate, Gian Luca Cavalluzzi, ed al Consigliere al Commercio, Fabio Zagari, riguardo la difficile organizzazione del mercato cittadino, al completo da Giovedì 21 Maggio dopo mesi di lockdown, e le relative problematiche da superare.

Daniele ‘Marcello’ Tosi, vice presidente ANVA-Confesercenti di Varese, aggiunge: “il rispetto delle norme è fondamentale, come il controllo da parte della Polizia Locale e dei Volontari delle Protezione Civile, che dovrebbero sempre essere presenti. Oggi i banchi presenti nei mercati del varesotto sono circa il 70/80% rispetto alla normalità, in quanto, molti stranieri che sono tornati al loro paese all’inizio della pandemia e rientrati da poco in Italia sono in quarantena; per questo è importante che i Comuni ammettano al più presto anche gli spuntisti”.

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Dollari falsi a Gallarate: pluripregiudicato nuovamente nei guai

Si sono concluse oggi, 23 Maggio 2020, le accurate indagini degli investigatori della Squadra di P.G. del Commissariato gallaratese, che hanno portato nuovamente nei guai ed al deferimento all’Autorità Giudiziaria di D.A.A., 68enne originario del cosentino e pluripregiudicato, resosi responsabile di ‘spendita ed introduzione nello Stato di monete falsificate. I fatti risalgono al Gennaio di quest’anno, quando la figlia del pregiudicato, su richiesta dello stesso, si è recata presso una banca del centro cittadino richiedendo il cambio di valuta di 300 Dollari americani. L’impiegato dell’istituto di credito, dubbioso sull’autenticità delle banconote presentategli allo sportello, si è rifiutato di eseguire l’operazione, ed ha consegnato il denaro agli investigatori del Commissariato. Dopo un’analisi da parte degli esperti, che hanno accertato la falsità dei titoli sospetti, gli Agenti di Polizia Giudiziaria, hanno potuto appurare la completa estraneità ai fatti della figlia, che aveva solamente aderito a titolo di favore ad una richiesta del padre di recarsi presso la banca, e procedere contro quest’ultimo come previsto dall’Art. 455 del Codice di Procedura Penale. Le banconote, oggetto del reato, sono state ovviamente messe a disposizione dell’organo competente per l’emissione di un provvedimento di sequestro.

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Ripartito il mercato di Gallarate: positiva l’affluenza, buono il rispetto delle norme

Si allentano le restrizioni, ora sono due gli ingressi e le uscite per l’area di circa 10.000 metri quadri del mercato di Gallarate, sempre controllate dai City Angels, ma con accesso libero e senza l’obbligo di misurazione della temperatura.
I banchi presenti oggi, 23 Maggio 2020, per la riapertura completa, compresi gli ambulanti di generi non alimentari, sono 137; ammessi nuovamente gli spuntisti dall’Amministrazione Comunale. La Polizia Locale, in persona del Commissario Capo, Silvia Rota, tra gli Ufficiali più competenti della provincia, spiega: “è difficile riuscire a sensibilizzare i cittadini all’utilizzo corretto delle mascherine, e sull’importanza dell’indossare i guanti monouso per toccare la merce esposta, soprattutto ora che il caldo inizia a farsi sentire” – e prosegue – “la maggior parte degli ambulanti ha recepito correttamente l’ordinanza regionale e rispetta le norme imposte, mettendo a disposizione dei propri clienti guanti e gel disinfettanti ”.

Il Commissario Capo, Silvia Rota, con il responsabile dei City Angels

Il responsabile dei City Angels, presente oggi con 14 volontari, dichiara: “ricordiamo instancabilmente la necessità di rispettare il distanziamento sociale, ma la gente purtroppo ha ancora difficoltà a non creare assembramenti”.

L’affluenza al mercato, dice Carlo Belletta, presidente ANVA-Confesercenti: “è buona, anche oltre le aspettative” – e spiega –“un’ottima clientela propensa agli acquisti; anche per questo il mercato di Gallarate è soprannominato ‘La Piccola Svizzera’ e rimane un punto di riferimento per l’intera provincia”.
Importante la presenza del Primo Cittadino, Andrea Cassani, dell’Assessore al Commercio, Claudia Mazzetti, e del manager del DUC gallaratese, Paolo Martinelli, che si ritengono molto soddisfatti per l’organizzazione, e sono impegnati personalmente nella distribuzione, a titolo gratuito da parte del Comune, di 20 mascherine chirurgiche ad ogni ambulante.

Il Sindaco, Andrea Cassani, ed il presidente ANVA, Carlo Belletta

Darix Colombo: la situazione dei giostrai durante la pandemia

Quando il Covid-19 è arrivato ufficialmente in Italia, anche le giostre Colombo, sono state smontate. Darix, capofamiglia degli storici giostrai della provincia di Varese, spiega: “non lavoriamo da fine Novembre ormai, la situazione è complicata e difficile – e prosegue – ho parlato anche con i miei genitori e non si ricordano una crisi come questa“.

Due parole con Darix Colombo

La famiglia Colombo, infatti, è conosciuta da diverse generazioni: già a cavallo degli anni ’50 e ‘60 era presente sul territorio gallaratese; prima in quella che era Piazza d’Armi, dove si svolgeva anche il mercato del bestiame, successivamente in Via Leonardo da Vinci, dove il Luna Park si è svolto per circa quarant’anni su un terreno che veniva concesso in uso dalla famiglia Pastorelli , ed oggi, si fa per dire, presso il Piazzale del Centro Commerciale dei Laghi di Via Varese.

Darix dice: “speriamo di poter tornare presto a Gallarate”, ma da una parte li ha colpiti la pandemia di Coronavirus costringendoli a fermare in deposito le loro attrazioni, dall’altra, l’Amministrazione Comunale, che ha alzato in modo esponenziale la tassazione del suolo pubblico, arrivando a chiedere, a partire da Gennaio di quest’anno, 400 euro al giorno escluse le utenze: una cifra troppo elevata, che si traduce in 16.000 euro per i normali 40 giorni di Luna Park, che difficilmente potranno corrispondere.

Mercato di Varese al completo: nessun rispetto delle norme anti contagio

Questa mattina, con un’inosservanza delle disposizioni di sicurezza previste, quasi totalitaria, da parte dei banchi di generi non alimentari, ha riaperto il mercato di Varese di Piazzale Kennedy. A poco, o nulla, sono quindi servite le parole dell’Assessore alle Attività Produttive, Ivana Perusin, che aveva dichiarato:

“Abbiamo lavorato per consentire al mercato di ripartire al completo varando un piano di sicurezza che mira a contenere al massimo il rischio di contagio […] Per questo chiediamo ai cittadini la massima attenzione alle misure di prevenzione da adottare quando si accederà al mercato. Siamo sicuri che anche i commercianti lavoreranno con la professionalità che li contraddistingue garantendo il massimo della sicurezza ai loro clienti”.

La maggioranza dei banchi di abbigliamento, ed in generale di merci non alimentari, come dei pesci rossi che finito il giro della boccia di vetro dimenticano tutto, infatti, hanno ritenuto opportuno:

  • consentire assembramenti davanti ai propri banchi, in barba alla normativa che richiede “rispetto del distanziamento sociale di almeno un metro”  
  • permettere ai clienti di toccare la merce senza l’utilizzo di guanti monouso, sebbene l’ordinanza regionale prevede “in caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce”
  • concedere il permesso di provare i capi di abbigliamento, rimettendoli poi sul banco senza alcun tipo di sanificazione, visto e considerato che il comportamento consono nel rispetto del regolamento regionale sarebbe “[…] igienizzazione dei capi e delle calzature prima che siano poste in vendita”
  • conservare sul proprio furgone in modo da prevenirne il consumo, o non avere proprio, qualsiasi gel igienizzante per le mani, in perfetta sintonia con il regolamento che prevede, infatti, la “messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani ad ogni banco”

Purtroppo, solo pochissimi commercianti, che per contarli erano sufficienti le dita di una sola mano, hanno rispettato le norme anti-contagio previste dall’Ordinanza Regionale 547 del 17 Maggio 2020 (pag. 10-11); stupore, ma soprattutto dubbi e perplessità, hanno suscitato gli agenti della Polizia Locale presenti in loco e coadiuvati dalla protezione civile per i controlli, che, alla richiesta di spiegazioni, anche da parte di altri commercianti, hanno dichiarato: “stiamo continuamente richiamando ed informando i proprietari dei banchi; ad alcuni lo abbiamo già spiegato più volte, ma per il momento preferiamo evitare di comminare sanzioni”.

Troppi hanno confuso la riapertura delle attività commerciali con la fine del pericolo Covid-19, o preferiscono essere obbligati, da possibili nuove ordinanze, a non uscire dalle proprie abitazioni: “fase 2” non è da intendere come sinonimo di “tutto come prima”, con un’inosservanza spregiudicata di qualsiasi norma anti contagio, ma una lenta ripartenza, che garantisca il diritto al lavoro ed allo stesso tempo la tutela della salute pubblica.

Gallarate – Camion con rimorchio si ribalta in via Sciesa

Gallarate, 21 Maggio 2020 – ore 12.30 circa via Amatore Sciesa; un mezzo pesante si é ribaltato su un fianco affrontando la rotatoria. Sono ancora in corso le operazioni dei Vigili del Fuoco, intervenuti dal distaccamento di Busto Arsizio con un’autopompa, per mettere in sicurezza l’area e collaborare con il personale sanitario nella fase di soccorso al conducente. Le cause del ribaltamento, forse la velocità troppo sostenuta, e le condizioni di salute del conducente non sono ancora state rese note.

Immagine ufficiale VV.F.

Voglia di libertà? Alla terza evasione dai domiciliari si aprono le porte della Casa Circondariale di Varese

VARESE – L’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, finalizzati ad impedire assembramenti nei luoghi di maggiore aggregazione della città, come da provvedimento del Questore della Provincia di Varese, Dott. Giovanni Pepè, ha portato, nel pomeriggio di Venerdì 15 Maggio, presso Piazza Repubblica, all’individuazione e all’arresto per -evasione- di un cittadino originario della Repubblica Dominicana, di 40 anni, con numerosi precedenti penali e di polizia. Il quarantenne era già stato sorpreso altre due volte, dagli Agenti della Questura, in violazione del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza emanato a Marzo di quest’anno, ed era stato ricondotto presso l’abitazione e deferito per evasione. La violazione questa volta ha comportato l’aggravamento della misura detentiva, e per lui si sono aperte le porte della casa circondariale di Varese. Si è trattato dell’ennesimo intervento da parte degli Agenti di Polizia, nella centrale piazza della Repubblica, in questi giorni ripopolatasi di gente visto l’allentamento delle misure anti-Covid.

Durante la settimana appena trascorsa, il rispetto del divieto di assembramento nella medesima piazza era stato più volte violato, e nel corso di un servizio congiunto interforze erano state identificate e sanzionate amministrativamente decine di persone, intente a stazionare sui gradini e muretti della piazza senza un valido motivo e, soprattutto, senza rispettare le dovute misure di distanziamento sociale.

LIS: tecnologie ed automazioni contro il Covid-19

LIS SpA è un’azienda italiana fondata nel 1982, leader nella fornitura di servizi, soluzioni e tecnologie per la protezione di cose e persone. In questo particolare momento pandemico in cui è prioritaria la protezione delle persone da un nemico invisibile, ma potenzialmente letale come il Covid-19, LIS SpA ha sfruttato le proprie competenze di System Integrator per sviluppare una serie di soluzioni che consentono alle aziende (GDO, banche, assicurazioni, attività produttive, studi medici, edifici pubblici ecc…) di ritornare serenamente alla normale operatività in totale sicurezza. 

Per far fronte ai rischi legati alla ripartenza e in ottemperanza al DPCM, LIS SpA ha introdotto tecnologie in grado di automatizzare i seguenti processi:

Controllo della temperatura corporea e utilizzo di mascherine tramite un unico dispositivo di rilevazione della temperatura e di riconoscimento facciale. Scan Face Temperature, è una delle nuove tecnologie che, senza la presenza di personale e se collegato a barriere automatiche (cancelletti, tornelli, ecc..), consente o nega l’accesso ad aree specifiche, tramite il controllo della temperatura corporea e della presenza di una mascherina che copra le vie respiratorie, il tutto in meno di 1 secondo.

Controllo del distanziamento sociale, soprattutto per le grandi aziende, gestito tramite il LIS-tag: un piccolo dispositivo Bluetooth che avvisa dipendenti ed ospiti, quando non viene mantenuto il corretto distanziamento sociale. Attraverso l’interazione con altri LIS-tag emette segnali luminosi e vibra se non viene rispettata, per un determinato lasso di tempo, la distanza di sicurezza.

Sanificazione degli ambienti e delle superfici, motivo per cui LIS ha deciso di introdurre una nuova linea di purificatori a tecnologia UV. Questa tecnologia, OH-AiRPro, permette infatti di eliminare al 99,9% sostanze contaminanti organiche e inorganiche, batteri, virus e muffe presenti nell’aria e sulle superfici. Naturalezza, efficacia e risparmio energetico, rendono questi dispositivi utilizzabili ovunque, dalle abitazioni alle grandi aziende.

Le innovazioni tecnologiche, che aziende come LIS propongono, il rispetto delle normative e la capacità del corpo umano di adattarsi, ci permetterà di superare anche questa pandemia ed essere sicuri che finalmente “tutto andrà bene”.

Visita il sito: https://www.lis-spa.com/

Mercato di Cardano al Campo: novità e migliorie

Si è svolto questa mattina, 12 Maggio 2020, il mercato scoperto, di soli generi alimentare, a Cardano al Campo; presenti anche il Primo Cittadino, Maurizio Colombo e l’Assessore al Commercio ed alle Attività Produttive, Meri Suriano.

“Abbiamo apportato dei cambiamenti rispetto alla prima apertura – spiega il Sindaco – l’accesso, sempre contingentato e con i volontari della Protezione Civile per la misurazione della temperatura corporea ed il controllo dell’utilizzo di mascherine e guanti, è stato posizionato vicino all’asilo, in modo che la coda, anche se di pochi minuti, sia all’ombra; inoltre, sono disponibili mascherine monouso, per chi arrivasse senza, e disinfettante per le mani per coloro che non siano provvisti di guanti”.

I banchi sono stati intelligentemente posti tutti con il sole alle spalle, per riparare clienti, ambulanti e merci, soprattutto quelle di generi ortofrutticoli, dal caldo che inizia a farsi sentire, ed è stato creato un percorso obbligatorio, per dar le stesse opportunità di vendita a tutti gli ambulanti presenti.

L’Amministrazione Comunale di Cardano al Campo è la prima in provincia, come sottolineato dal presidente ANVA (Associazione Nazionale Venditori Ambulanti) di Varese Carlo Belletta, che ha accettato, durante questo periodo di emergenza, i banchi degli spuntisti (commercianti su aree pubbliche con concessione giornaliera di posteggio), in modo che i cittadini possano usufruire del maggior numero di bancarelle possibile nel rispetto delle normative.

Gallarate: il vessillo dell’Unione Europea che non sventola più

Sì è riacceso il dibattito politico tra destra e sinistra, dopo che il Sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, ha deciso di rimuovere la bandiera dell’Unione Europea da Palazzo Borghi, sede del Municipio, e sostituirla con quella della Croce Rossa Italiana.

In molti non condividono la scelta del Primo Cittadino, a partire da Giulio Del Balzo, di “Più Gallarate”, che subito ha attaccato Cassani con una grave accusa: “ha violato la legge, perché la legge italiana prevede che la bandiera dell’Unione Europea sia sempre esposta con la nostra bandiera nazionale fuori dagli edifici pubblici”. Del Balzo, insiste poi sulla questione che l’Europa in questo momento sta aiutando l’Italia, permettendo alle banche di mantenete tassi d’interessi sui prestiti più vantaggiosi rispetto alla normalità. D’altronde questo “atto d’amore” era stato richiesto da Conte, al fine di poter aiutare le aziende italiane.

Il Sindaco però non accetta queste critiche, anzi risponde: “polemica inutile di qualche sinistro. La gente non arriva a mettere insieme il pasto con la cena e sai cosa gliene frega della bandiera europea – e prosegue dicendo dell’Unione Europea – è l’istituzione più lontana dai cittadini e quindi volendo esporre come ogni anno la bandiera della Croce Rossa Italiana mi sono permesso di togliere quella dell’Unione che proprio in questo periodo sta dimostrando di non aver a cuore la nostra gente al contrario della Croce Rossa”.

Purtroppo in questo periodo, ogni figura dell’amministrazione italiana infrange leggi, o addirittura viola con decreti ed ordinanze i sacrosanti Diritti Costituzionali, ed ogni buon “lupo da tastiera” presente sui social network ci si aggrappa con unghie e denti per farsi notare. Ci si augura che questa problematica si risolva a breve, riposizionando il vessillo blu stellato, e ponendo altrove, o aggiungendo, anche se contro la normativa, una quinta asta per la bandiera della Croce Rossa Italiana.