Impariamo a rispettare la natura e la biodiversità

Intervista alla presidente del Parco Naturale Lombardo della Valle del Ticino, Cristina Chiappa, ed alla biologa di Rete Natura 2000, Valentina Parco.

Il Parco Lombardo del Ticino, con circa 91.800 ettari di superficie, è il Parco Regionale più antico in Italia, ed il più antico parco fluviale d’Europa. Istituito nel 1974, comprende l’intero territorio dei 47 Comuni situati lungo il tratto del fiume Ticino, estendendosi sulle provincie di Varese, Milano e Pavia.

Dopo questi mesi di Covid 19, ci sono dei dati significativi di ripresa della biodiversità?

“Gli animali hanno trovato un ambiente ideale all’interno del Parco Naturale ed ovviamente in questo periodo hanno trascorso una vita più serena. La biodiversità possiamo affermare che sia in aumento (censite ad oggi 6832 specie). Principalmente per tre motivi: la tutela e la maggior protezione delle specie, probabilmente grazie anche al lockdown imposto per il Covid 19; i cambiamenti climatici, che spingono varie specie animali a migrare dall’Italia centrale verso nord, come per esempio l’istrice ed il lupo, che ora sono presenti nel Parco; gli studi più approfonditi, infatti, maggiori ricerche danno modo di scoprire nuove specie e censirle, soprattutto per quanto riguarda la famiglia degli insetti ed il regno vegetale”.

Come dovremmo comportarci per mantenere in crescita questo dato anche post-emergenza Covid 19?

Ottimale sarebbe un approccio al parco consapevole, nel rispetto degli elementi naturali ed ambientali. Una frequentazione, ora che dopo il Covid 19 è possibile accedere nuovamente al Parco, rispettosa delle norme basilari: se vedo degli animali non spaventarli intenzionalmente; non raccogliere fiori e funghi; non abbandonare i rifiuti che produciamo durante le escursioni e rispettare le norme scritte sulla cartellonistica interna al Parco. Da non sottovalutare la richiesta di tenere i cani al guinzaglio, che spesso possono seguire il loro istinto naturale ed inseguire animali selvatici presenti nel Parco”.

Quali sono i consigli per conoscere meglio la natura e la biodiversità che ci circonda?

“L’invito è per i meno esperti e per chi non conosce il Parco di avvalersi delle guide che come ente prepariamo e formiamo. Sicuramente sono una preziosa risorsa. Con la loro conoscenza possono sicuramente rendere la visita al parco più consapevole e più interessante. Potendovi trasmettere le giuste nozioni apprezzerete anche maggiormente l’escursione”.

Dopo la strage di Covid-19, dovuta principalmente proprio allo sfruttamento della Natura, la gente avrà un occhio di riguardo in più verso la flora e la fauna che ci circondano?

“Il nostro impegno è sempre quello che ci siano in futuro sempre più persone consapevoli, in quanto la consapevolezza fa si che ci sia rispetto; in questo caso che si trasformi in rispetto per l’ambiente. Purtroppo, subito dopo la fase acuta di Covid 19 ed il lockdown, abbiamo notato nuovamente pratiche irrispettose dell’ambiente: dall’abbandono dei rifiuti, ai parcheggi selvaggi in mezzo ai campi. Come Parco cerchiamo di sensibilizzare capillarmente la gente attraverso il corpo di vigilanza e le guardie volontarie”.

Scoiattolo su muretto umido

Il rispetto dell’ambiente non dovrebbe diventare una prassi solo noi parchi naturali, ma ovunque ci troviamo. L’invito è quello di sensibilizzare anche i più piccoli, in modo che possano difendere la biodiversità anche negli anni futuri.

In collaborazione con BuoneNotizie.it

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Il Green Building: unione tra architettura e natura

Il rispetto ambientale, i mutamenti climatici ed i limiti all’utilizzo delle risorse non rinnovabili e del fabbisogno energetico, sono tematiche con cui quotidianamente dobbiamo misurarci. L’Uomo inizia a prediligere luoghi, dove vivere e lavorare, che tengano in considerazione sia la salute dei suoi occupanti, sia la sostenibilità ambientale degli edifici stessi. Proprio per questo si sente sempre più spesso parlare di Green Building, ovvero, di progettazione e costruzione di edifici, quartieri, ed anche intere città, che rispettino l’ambiente.

Quali sono le principali Green Building in Italia?

Ovviamente l’Italia è storicamente all’avanguardia nell’architettura, e negli ultimi anni è stata un esempio da seguire a livello mondiale. Bosco Verticale, a Milano, progettato dall’Arch. Stefano Boeri, è stato premiato come grattacielo più innovativo al mondo. Le sue facciate corrispondono a due ettari di bosco e creano un vero e proprio microclima, in grado di produrre umidità ed ossigeno assorbendo anidride carbonica e polveri sottili. Fiorita Passive House di Cesena, un complesso residenziale di otto appartamenti, è un punto di riferimento internazionale per le costruzioni passive: certificata al Passive House Institute di Damstraat. Il Green Building inizia ad essere adottato anche per la realizzazione di spazi pubblici, soprattutto nella costruzione di scuole. A Trento, lo studio di architettura Feld72 ha realizzato una scuola per l’infanzia che per forme, colori e materiali si armonizza perfettamente allo skyline alpino. A Caltagirone, in Sicilia, l’Istituto Comprensivo “Pietro Gobetti”, è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico: pannelli solari ed energia geotermica lo rendono a consumo zero.

Ma quanto costano le strutture Green Building?

Le strutture sostenibili hanno sempre più costi di progettazione e realizzazione allineati con l’architettura tradizionale, con aumenti che oscillano dallo 0,8% ad un massimo del 6% sul totale del progetto. L’appianamento dei costi del Green Building è in parte dovuto all’aumento degli standard energetici minimi imposti dalle normative vigenti, ma anche grazie allo studio di nuovi materiali da costruzione ecologici con prezzi concorrenziali. Dobbiamo anche considerare i vantaggi a lungo termine delle strutture Green: risultano rivendibili ed affittabili a prezzi maggiori, e portano ad un evidente risparmio economico dal punto di vista energetico ed idrico.

Come si è evoluta l’architettura mondiale in chiave di rispetto ambientale?

Molti Paesi in Europa, e nel Mondo, si sono mossi verso il Green Building. Degni di nota sono: l’edificio Bedzen di Londra che conta 82 appartamenti ed è uno dei migliori edifici nZEB (nearly Zero Energy Building); The Edge ad Amsterdam, progettato dallo studio PLP Architecture, che vanta oltre 4000 mq di pannelli solari tra copertura e facciate, che si è posto come traguardo l’utilizzo di energia pulita; il Lotus Building, progettato dallo Studio505 di Melbourne e nato all’interno del People’s Park di Chanzhou in Cina, sfrutta l’energia geotermica, per riscaldare o rinfrescare l’edificio, attraverso 2500 pali trivellati nel lago artificiale.

Ci sono progetti Green Building per il futuro?

L’intero panorama architettonico mondiale sta progettando e costruendo sempre più spesso strutture eco-sostenibili, ma che permettano allo stesso tempo un’ottima vivibilità. Un buon esempio è la progettazione, iniziata nel 2016, di Merwede; il primo quartiere completamente Green, che sarà completato entro il 2024 nella zona sud-ovest di Utrecht, Paesi Bassi. Composto da oltre 200 edifici ospiterà circa 12.000 persone, alternando spazi privati e pubblici a specchi d’acqua e vegetazione. L’accesso ai veicoli sarà limitato, favorendo l’utilizzo delle zone pedonali, di una fitta rete ciclabile e dei mezzi di trasporto pubblico, ovviamente ad emissioni prossime allo zero.

Il rendering del quartiere Merwede, Utrecht – Paesi Bassi

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