Protesta a Varese! Una piazza condivisa tra esponenti di Forza Nuova ed agenti in borghese

Contro le chiusure imposte da Governo e Regione, contro la “dittatura sanitaria” e contro le mascherine, viste come simboli di oppressione. Non esiste un solo ideale di protesta tra i manifestanti che si sono radunati ieri sera, martedì 27 ottobre, in Piazza Monte Grappa a Varese.

In circa 300, se escludiamo gli agenti in borghese, si sono ritrovati intorno alle 21; pochi con la mascherina e senza alcun rispetto del distanziamento sociale. Qualche commerciante, alcuni cittadini, molti tra giovani e giovanissimi appartenenti al mondo della tifoseria da stadio ed ai movimenti di estrema destra.

Per il discorso d’apertura il microfono è stato dato nelle mani di Francesco Tomasella, militante di Forza Nuova e animatore di “Identità Laghee”, un gruppo che si definisce “Circolo culturale tradizionalista e identitario, contro il pensiero unico mondialista e massificante”. Tomasella ha parlato di fronte ad una piazza, che a suo dire, “non si è riunita nel nome del negazionismo del virus, ma contro chi con la paura del virus vuole imporre la dittatura sanitaria”.

Durante la serata di manifestazione, il microfono è passato di mano in mano ai presenti, quali testimoni delle problematiche sociali dovute al Coronavirus: perdita del posto di lavoro, paura del domani e per la privazione delle libertà personali. Non sono ovviamente mancati filo-negazionisti e no-mask, che durante i loro discorsi al microfono hanno minimizzato il pericolo del virus e messo in dubbio l’utilità delle mascherine.

Nessun simbolo di partito, ma dura la contestazione nei confronti di del premier Giuseppe Conte e di Rocco Casalino, contro i quali è stato esposto un grande striscione dal contenuto omofobo.

Lo striscione omofobo contro il Premier Conte e casalino

L’idea degli organizzatori, probabilmente in accordo con gli esponenti dell’estrema destra varesina, era quella di proseguire simbolicamente per qualche minuto, al grido di “libertà!” oltre il coprifuoco previsto per le 23.00, per poi lasciar spazio alle fronde estremiste.

Da Piazza Monte Grappa, occupata ormai da un centinaio di manifestanti, è così partita una pioggia di fumogeni, bottiglie di birra e petardi, accompagnati da alcune bombe carta, in direzione delle Forze dell’Ordine schierate di fronte a Corso Matteotti e Via Marconi.

Alla vista delle Forze dell’Ordine rimaste impassibili nelle loro posizioni, tutti i presenti sono partiti in corteo, attraversando via Veneto e via Morosini, fino a piazzale Kennedy dove hanno preso le loro vetture e si sono dileguati.

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Protestano gli ambulanti a Milano: “politici ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!”

Milano, 18 Maggio 2020 – Questa mattina si sono dati appuntamento ambulanti, fieristi e giostrai in Piazza della Scala, per manifestare contro le restrizioni che non gli permettono di lavorare. Alle 10 si contavano quasi 300 manifestanti davanti a Palazzo Marino, ed il Comune non è stato in grado di dare risposte soddisfacenti.
Durante la mattinata è montata la protesta, fino a che Digos e Polizia Locale, hanno blindato la sede del Municipio, per paura che la rabbia sfociasse in violenza ed i manifestanti occupassero il Palazzo. A scopo precauzionale, ed intimidatorio, il comandante della Digos ha ritenuto opportuno, intorno a mezzogiorno, schierare diversi agenti del Reparto Celere della Polizia di Stato agghindati con protezioni antisommossa, e dare l’ordine di montare le griglie di protezione supplementare davanti a finestrini e parabrezza degli automezzi.

I manifestanti però non si sono fatti scoraggiare, ed hanno continuato la loro pacifica protesta, senza vessilli politici o sindacali, ma tutti con il tricolore italiano.

Nel primo pomeriggio, l’assessore al commercio Cristina Tajani, considerate le continue urla dei manifestanti contro i politici: “ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!” ha ricevuto una delegazione di 6 rappresentanti, e dopo quasi un’ora di colloquio, il vice-presidente Euroimprese, Nicola Zanella, ha potuto dichiarare: “Abbiamo illustrato le nostre richieste e anche i dubbi su un’apertura dei mercati e delle fiere con i contingentamenti all’ingresso, e l’assessore Tajani era d’accordo con noi. Alla base di tutto c’è l’interpretazione di una norma: e cioè, secondo noi, il Comune può, e non deve, contingentare l’ingresso ai mercati. Quello che abbiamo chiesto è di dare la responsabilità a ogni operatore di far rispettare le distanze di sicurezza davanti al proprio banco, magari con dei cerchi di gesso per terra. Se un banco è di 4 metri, al massimo faremo fermare 4 persone, ognuna a distanza di un metro, con mascherina e guanti, ed ogni banco avrà del gel disinfettante a disposizione dei clienti”. Ha poi proseguito informando i manifestanti della promessa ottenuta dall’assessore: “il Comune lavorerà giorno e notte per poter arrivare, entro lunedì prossimo, a un piano di aperture per tutti i 96 mercati cittadini” – ed ha poi sottolineato Zanella, non volendo escludere nessun ambulante della Regione – “abbiamo già sentito al telefono il presidente delle attività produttive, e richiesto che diano la possibilità a tutti i 500 Comuni della Lombardia di decidere sul contingentamento dei loro mercati”.