Festa della Repubblica 2020: il Milite Ignoto si rivolterebbe nella tomba

Festa della Repubblica, il 2 Giugno, una giornata celebrativa che dovrebbe commemorare la nascita della Repubblica Italiana. Gli italiani, infatti, furono chiamati alle urne il 2 e 3 Giugno 1946, per esprimere attraverso un referendum istituzionale, la loro preferenza tra Monarchia e Repubblica. Fu la prima votazione, indetta in Italia, a suffragio universale. Il 10 Giugno la Corte di Cassazione dichiarò, dopo 85 anni di regno, la fine della Monarchia Sabauda e la nascita della Repubblica Italiana.

Il 2 Giugno dovrebbe essere una festa per ogni cittadino italiano, nessun partito politico, comitato, associazione o movimento, dovrebbe avere il diritto di creare attriti e divisioni tra i cittadini. Proprio l’Art. 3 della Costituzione Italiana sancisce, infatti, pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

In questa giornata, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deposto una corona d’alloro come simbolico omaggio al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma, dopo che è stato innalzato al cielo il baluardo italiano verde, bianco e rosso; lo stesso gesto viene compiuto in tutti i Comuni italiani, alla presenza dei Primi Cittadini, degli Assessori, di altri funzionari in carica e delle Forze Armate.

A Roma la destra ha dato il meglio di sé, ironicamente, con Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e le loro dichiarazioni, alla guida di un corteo che gridava: “Conte, Conte, Vaffan***!” e proseguiva con la richiesta di dimissioni immediate.

 A Busto Arsizio, il vicesindaco Maffioli, durante la cerimonia ufficiale di circa 4 minuti, non ha nemmeno deposto l’usuale corona d’alloro dopo l’alzabandiera a cura degli Alpini, presso il Monumento dei Caduti di Piazza Trento e Trieste. Un paio d’ore circa, invece, la durata di un vero e proprio comizio politico, con il motto “La Festa della Repubblica non è una festa di chi non è ANTIFASCISTA”, organizzato, con il nullaosta del Comune ed il fuorviante nome “biciclettata del 2 Giugno”, da parte del Comitato Antifascista di Busto (guidato dal suo portavoce Elis Ferracini), con l’appoggio di Medicina Democratica, CGIL varese, Verdi Busto ed altri movimenti di sinistra.

Ma che senso ha tutto ciò? Coloro che sono morti combattendo, che hanno realmente dato la loro vita per la Repubblica e per i principi della Costituzione, si rivolterebbero nella tomba vedendo lo scempio della politica italiana che approfitta di questa giornata per i propri comodi ed i propri comizi.

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Protestano gli ambulanti a Milano: “politici ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!”

Milano, 18 Maggio 2020 – Questa mattina si sono dati appuntamento ambulanti, fieristi e giostrai in Piazza della Scala, per manifestare contro le restrizioni che non gli permettono di lavorare. Alle 10 si contavano quasi 300 manifestanti davanti a Palazzo Marino, ed il Comune non è stato in grado di dare risposte soddisfacenti.
Durante la mattinata è montata la protesta, fino a che Digos e Polizia Locale, hanno blindato la sede del Municipio, per paura che la rabbia sfociasse in violenza ed i manifestanti occupassero il Palazzo. A scopo precauzionale, ed intimidatorio, il comandante della Digos ha ritenuto opportuno, intorno a mezzogiorno, schierare diversi agenti del Reparto Celere della Polizia di Stato agghindati con protezioni antisommossa, e dare l’ordine di montare le griglie di protezione supplementare davanti a finestrini e parabrezza degli automezzi.

I manifestanti però non si sono fatti scoraggiare, ed hanno continuato la loro pacifica protesta, senza vessilli politici o sindacali, ma tutti con il tricolore italiano.

Nel primo pomeriggio, l’assessore al commercio Cristina Tajani, considerate le continue urla dei manifestanti contro i politici: “ladri, venduti, corrotti,.. ora basta! Vogliamo lavorare!” ha ricevuto una delegazione di 6 rappresentanti, e dopo quasi un’ora di colloquio, il vice-presidente Euroimprese, Nicola Zanella, ha potuto dichiarare: “Abbiamo illustrato le nostre richieste e anche i dubbi su un’apertura dei mercati e delle fiere con i contingentamenti all’ingresso, e l’assessore Tajani era d’accordo con noi. Alla base di tutto c’è l’interpretazione di una norma: e cioè, secondo noi, il Comune può, e non deve, contingentare l’ingresso ai mercati. Quello che abbiamo chiesto è di dare la responsabilità a ogni operatore di far rispettare le distanze di sicurezza davanti al proprio banco, magari con dei cerchi di gesso per terra. Se un banco è di 4 metri, al massimo faremo fermare 4 persone, ognuna a distanza di un metro, con mascherina e guanti, ed ogni banco avrà del gel disinfettante a disposizione dei clienti”. Ha poi proseguito informando i manifestanti della promessa ottenuta dall’assessore: “il Comune lavorerà giorno e notte per poter arrivare, entro lunedì prossimo, a un piano di aperture per tutti i 96 mercati cittadini” – ed ha poi sottolineato Zanella, non volendo escludere nessun ambulante della Regione – “abbiamo già sentito al telefono il presidente delle attività produttive, e richiesto che diano la possibilità a tutti i 500 Comuni della Lombardia di decidere sul contingentamento dei loro mercati”.