Vacanze in Grecia? Aspettate ad escluderla dalle mete possibili

Come riportato dalle principali testate giornalistiche e da molti Telegiornali, dal 15 giugno saranno nuovamente ammessi i voli internazionali negli aeroporti greci di Atene e Salonicco, ma con una particolare limitazione: se l’aereo proviene da uno degli aeroporti dell’elenco delle aree “ad alto rischio” stilato dall’AESA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea) i passeggeri saranno sottoposti ad un test per il Covid-19 (tampone) all’arrivo; se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per 7 giorni, se positivo, la quarantena sarà di 14 giorni.

Subito dopo la lettura di questo paragrafo è scattata l’ira di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, che ha dichiarato: “La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante. Mi chiedo cosa pensino i loro operatori, sono i nostri turisti che vanno lì. Sappiano che non ci vedono più”, ed ha poi aggiunto sarcasticamente: “Esperti di sanità quelli della Grecia…”. Per poi concludere con una bellissima proposta provocatoria: “Siamo a disposizione della comunità greca in maniera costruttiva per mostrare le ‘carte’. Se poi vogliono anche, chiamiamo il prof Crisanti, per fare un giro di tamponi a casa loro”.

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Ma è così corretto escludere la Grecia come meta per l’estate 2020?

Potrebbe essere presto per puntare il dito contro i nostri vicini, ed escludere a priori il territorio ellenico dalla lista dei luoghi di villeggiatura possibili per quest’estate.

In primo luogo, sebbene forse volutamente non specificato per fini politici ed economici dai giornali, dalle TV e dall’ANSA stessa, si deve notare che questa limitazione avrà effetto per soli 15 giorni, infatti, si legge sul sito dell’Ambasciata di Grecia in Italia:

“Dal 15 al 30 giugno 2020 verranno ripresi i collegamenti aerei da tutti gli aeroporti d’Italia da e per Atene e Salonicco. I passeggeri saranno sottoposti a dei test a campione. I passeggeri che provengono dagli “aeroporti situati in aree ad alto rischio di trasmissione COVID-19 dell’elenco redatto dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea”, al loro arrivo saranno sottoposti ad un test obbligatorio (tampone)…”

Secondariamente, non dobbiamo sentirci “presi di mira” dal Governo, o dal popolo greco, che, seppur discutibile, la stessa limitazione la impone anche ad altri Paesi europei come Belgio e Svezia, o Regioni specifiche di altri Paesi, sempre restando in Europa, come Francia, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, oltre a tutta una serie di altri Stati che potete leggere nell’ -allegato 1- stillato dall’AESA ed intitolato: “Lista degli aeroporti situati in aree ad alto rischio di trasmissione dell’infezione di Covid-19”.

Sconcertante quanto i nostri Ministri, i Presidenti delle Regioni, le agenzie di stampa, le TV ed anche le testate giornalistiche più importanti, possano influenzare il pensiero della maggior parte degli italiani, manipolando le comunicazioni a loro piacimento e sottolineando, deliberatamente, solo alcuni aspetti della Notizia. Il consiglio è quindi di verificare sempre le fonti, in questo particolare caso il sito dell’Ambasciata di Grecia in Italia e del Ambasciata d’Italia ad Atene, che addirittura, intelligentemente, vista anche la possibilità di evoluzione delle decisioni del Governo greco riporta chiaramente nella sezione delle FAQ: “Si sottolinea che la lista dei Paesi da cui sarà possibile venire in Grecia a partire dal 15 giugno NON è ancora stata resa nota dalle Autorità greche, che prenderanno tale decisione sulla base delle valutazioni tecnico-scientifiche sull’andamento dell’emergenza del comitato di esperti appositamente istituito”.

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Risurrezione? Per la Pasqua Cristiana OK, per l’Italia è ancora lontana

Quasi un’intera settimana è passata dalla Domenica di Pasqua, inesistente il Lunedì di Pasquetta, solitamente dedicato alle grigliate con gli amici ed alle gite fuori porta con il pranzo al sacco, e volata via ormai anche la colomba pasquale; ma la vera resurrezione? I Media ed il Governo parlano di miglioramenti, di ritorno alla normalità, di riapertura di buona parte delle attività, ecc..

Quante belle parole! Piacerebbe sapere, però, a quale delle seguenti domande, chi di competenza, risponderebbe affermativamente:

  1. Sono dettate da un inutile spirito rassicurantistico da buon Pater Familia?
  2. Dall’incapacità di leggere i dati numerici riportati sulle tabelle PCM-DPC del Ministero della Salute?
  3. Si tratta di un pessimo gioco economico-politico, per tentare ormai vanamente, di non far crollare il sistema?
  4. L’ennesima presa per i fondelli nei confronti dell’italiano medio che, purtroppo, il più delle volte, è costretto a fidarsi, senza poter consultare alcun dato, delle notizie diffuse dalle principali testate giornalistiche e dalle emittenti televisive come Mediaset e Rai?

I numeri parlano chiaramente, solo in Lombardia, negli ultimi 3 giorni, dal 15 Aprile a ieri, sono aumentati di oltre 2.800 i contagi verificati rispetto ai giorni precedenti, basandosi su di un totale di circa 243.000 tamponi eseguiti da inizio epidemia; si noti che i cittadini lombardi sono più di 10.000.00!

Su scala nazionale, però, la situazione non migliora, i contagi sono aumentati di 9.946, considerando sempre e solamente i giorni 15, 16 e 17 Aprile, ed un totale di 1.244.100 tamponi eseguiti. L’Italia conta purtroppo 60.300.000 abitanti, ovvero, coloro che hanno potuto sottoporsi a test-tampone sono ben il 2,06% degli italiani.

In ordine si riportano le tabelle con i dati del Ministero della Salute:

Giorno 15 Aprile 2020

Giorno 16 Aprile 2020

Giorno 17 Aprile 2020